mercoledì 26 settembre 2012

American Beauty


"American Beauty" è un film del 1999, esordio al cinema del regista teatrale Sam Mendes.
Lester Burnham (Kevin Spacey) è l'incarnazione dell'uomo medio americano, padre di famiglia, che trascorre la sua borghese vita tra casa e lavoro, in un soffocante vortice di monotona quotidianità. Moglie e figlia lo trattano come un fallito. La prima, Carolyn Burnham (Annette Bening), è un'agente immobiliare che proietta la sua esistenza nell'apparire e trasmettere un'immagine vincente di sé. Jane (Thora Birch) è invece una ragazza nel pieno dell'adolescenza, introversa e insoddisfatta, che confida nella sua amica Angela (Mena Suvari), sua coetanea e aspirante modella. Le cose cominceranno a cambiare quando un giorno Lester conoscerà Angela e ne rimarrà fortemente attratto, riaccendendo in lui gli ormoni ormai assopiti di una sessualità a lungo repressa. Questo lo porterà a riprendere in mano la sua vita e a porvi sostanziali cambiamenti. A mescolare ancor più le carte arriva una famiglia di nuovi vicini, capitanata dal rigido colonnello Frank Fitts (Chris Cooper) che sembra non essersi mai tolto l'uniforme nemmeno con i propri cari.
"American Beauty" è un film cult che ancora oggi riscuote grandi apprezzamenti. Vanta di aver collezionato numerosi premi quali cinque Oscar come miglior film, miglior regia a Sam Mendes, miglior sceneggiatura originale a Alan Ball, miglior attore protagonista a Kevin Spacey, miglior fotografia a Conrad L. Hall, e tre Golden Globe come miglior film drammatico, miglior regia e miglior sceneggiatura originale.

Opinione personale. "American Beauty" è un'analisi provocatoria della società americana tramite la rappresentazione di vari prototipi, che possono sembrare assurdi ma rispecchiano pienamente la realtà. Ogni personaggio ha una sua precisa psicologia, uno stereotipo da impersonare ben distinto l'uno dall'altro, ciascuno con un'immagine da trasmettere per nascondere il loro lato più debole e umano.
Sebbene la voce di Lester Burnham anticipi fin dall'inizio cosa lo aspetta alla fine, il resto del film si svolge in maniera chiara e lineare, senza troppi colpi di scena ma con un buon ritmo. La sostanza della storia è che si viene a creare un delirio alimentato da frustrazione, inadeguatezza e repressione. Il colpo di scena arriva nel finale, il raggiungimento dell'apice della follia: semplicemente straordinario.
Ottima la recitazione, ogni attore calza a pennello nel personaggio in cui si immedesima. Kevin Spacey dimostra un grande impegno nell'entrare nella parte dell'impacciato Lester, e durante le riprese del film si è allenato in modo da divenire più muscoloso e prestante e stare al ritmo della mutazione del proprio personaggio.
La prima volta che ho visto questo film non mi è piaciuto particolarmente, ma qualcosa mi era rimasto impresso e a distanza di un po' di tempo ho deciso di rivederlo. Ne ho compreso e assaporato maggiormente l'essenza, il messaggio che vuole trasmettere, la satira verso una società malata dall'apparenza e dal materialismo. Sam Mendes, senza tanti effetti, racconta la semplice vita quotidiana di un gruppo di persone e la gabbia d'oro in cui si sono rinchiusi, fino all'esaurimento della loro gioia di vivere e la distruzione del sogno americano. E pensare che al mondo c'è così tanta bellezza.


Informazioni generali. Titolo originale: American Beauty. Paese: USA. Anno: 1999. Durata: 122 min. Genere: drammatico. Regia: Sam Mendes. Soggetto e sceneggiatura: Alan Ball. Produttore: Bruce Cohen e Dan Jinks. Fotografia: Conrad L. Hall.

Attori principali: Kevin Spacey: Lester Burnham. Annette Bening: Carolyn Burnham. Thora Birch: Jane Burnham. Wes Bentley: Ricky Fitts. Mena Suvari: Angela Hayes. Chris Cooper: colonnello Frank Fitts. Peter Gallagher: Buddy Kane.

Consigliato: un film davvero meritevole, divenuto un cult e che trasmette un messaggio forte e veritiero.

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